"Un segreto ben custodito": il percorso di un investitore di lungo periodo nelle royalties musicali

ANote Music

Febbraio 4, 2026

9 minuti

Investire in royalties musicali è un concetto in crescita, ma resta ancora sconosciuto a molti. In questo articolo raccontiamo l'esperienza Jean-Denis, investitore belga che ha iniziato a usare ANote Music nel 2021. Conosciuto su Discord come Bankingbeats, condivide con noi la sua esperienza sulla piattaforma.

Quando Jean-Denis ha visto per la prima volta una pubblicità di ANote Music sui social, non ne è rimasto subito convinto. Ha deciso di iniziare con un piccolo investimento “di prova”, mettendo in conto la possibilità di perdere quei soldi. Poi ha fatto un passo indietro e ha lasciato il portafoglio fermo. Dopo nove-dodici mesi, è tornato sulla piattaforma e ha scoperto che la performance del suo portafoglio era cresciuta più di quanto si aspettasse, arrivando a circa +36%* in due anni, sulla base della sua esperienza personale.

Oggi, dopo circa cinque anni su ANote Music, si definisce come un investitore di lungo termine, prevalentemente passivo: reinveste i propri guadagni, consiglia la piattaforma ad amici e ritiene che l'investimento in diritti musicali sia ancora uno dei "segreti meglio custoditi" nel mondo degli investimenti.

Indice dei contenuti: 

  • L'inizio: la paura di perdere un'occasione
  • Perché ANote Music e perché le royalties musicali
  • Cinque anni dopo: la strategia e le prospettive future
    • Condividere il segreto
    • Una parola per i nuovi investitori
    • Guardando al futuro

*Questo rappresenta solo l'esperienza di questo investitore (Jean-Denis). I dati storici non sono garanzia di rendimenti futuri.

L'inizio: la paura di perdere un'occasione

Jean-Denis lavora nel marketing ed è appassionato di musica. Non ha partecipato alla prima ondata delle criptovalute, soprattutto per timore dell’ignoto. Le cryptovalute erano un concetto relativamente nuovo e la mancanza di conoscenza e certezze aveva portato Jean-Denis (e molti altri) a esitare. 

"Vedere una pubblicità che diceva "investi qui" in un periodo in cui c'erano opportunità molto buone ma anche molto rischiose - ad esempio le crypto - mi rendeva molto cauto".

Ha quindi verificato la solidità e la legittimità di ANote Music, assicurandosi che fosse un’azienda reale e strutturata: "Mi sono detto: ok, metto una piccola cifra. Se la perdo, la perdo. Se va bene, tanto meglio. È stata una sorta di atto di fede, a essere sincero". 

Dopo quel "salto nel buio", invece di controllare continuamente l’andamento, Jean-Denis ha deciso di lasciar perdere e andare avanti con la sua vita, quasi dimenticandosi dell’investimento. Solo dopo 9-12 mesi è tornato sulla piattaforma, trovando una sorpresa: la performance del suo portafoglio stava crescendo. 

Dopo aver reinvestito tutto nel primo anno, ha lasciato che il suo portafoglio "facesse il suo corso" e, tornando un anno dopo, ha riscontrato una performance annuale di circa il 17%*.

"Era superiore ai miei rendimenti in borsa nello stesso periodo. Ho pensato: ok, è sicuramente qualcosa da seguire".

*Questo rappresenta solo l'esperienza di questo investitore (Jean-Denis). I dati storici non sono garanzia di rendimenti futuri.

Perché ANote Music e perché le royalties musicali

Per Jean-Denis i risultati sono importanti, ma investire in musica va oltre la performance. La musica, di per sé, gioca un ruolo centrale nella sua convinzione. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e incertezza, apprezza asset non correlati ai mercati azionari.La musica gli sembra anche più tangibile rispetto a molti prodotti finanziari tradizionali: tutti ascoltano musica. E, semplicemente, la trova più piacevole rispetto a investire in aziende.

"Con tutte le tensioni geopolitiche che stiamo vivendo (...) avere asset non correlati al mercato azionario non può che essere positivo".

Questa combinazione ha reso le royalties musicali particolarmente interessanti, ma è stato soprattutto l'approccio di ANote Music a convincerlo a restare.

Pur riconoscendo che l’investimento in royalties musicali è ancora relativamente nuovo e che negli ultimi anni sono nate altre piattaforme, Jean-Denis racconta di aver confrontato diverse opzioni, trovando ANote Music distinta dalle altre.

Dopo cinque anni, l’usabilità resta uno dei motivi principali per cui apprezza la piattaforma. Descrive l’interfaccia come intuitiva e facile da usare. Trova le informazioni disponibili chiare e facili da comprendere. 

 "Ho utilizzato diverse app dedicate al mercato azionario e, onestamente, ANote è più facile da usare rispetto al 60-70% di quelle disponibili sul mercato."

Oltre all'interfaccia, apprezza molto anche l'accesso diretto al team. La possibilità di poter fare domande e ottenere risposte rapide, via email, Discord o altri canali, crea un senso di comunità.

“Poter parlare con Ginna, Geoffrey, Nick o Jojo crea un vero senso di comunità. Riceviamo risposte rapidissime, sempre chiare e utili, soprattutto per chi sta muovendo i primi passi nel mondo degli investimenti.”‍

Il giudizio complessivo è molto positivo, ma Jean-Denis vede anche margini di miglioramento, in particolare sul fronte educativo. 

“Le persone possono imparare di più sulle nozioni finanziarie di base, il che renderebbe più facile avvicinarsi al concetto e acquisire maggiore sicurezza nell'investire”. ‍

Secondo lui, avere più articoli di supporto sui concetti finanziari di base potrebbe aiutare a rispondere ad alcune delle domande degli investitori alle prime armi e rendere più facile per loro avvicinarsi a questo tipo di investimento con fiducia.

Inoltre, ritiene che la presenza di "artisti ancora più "mainstream" statunitensi o latini potrebbe creare entusiasmo". Infine, un maggior numero di utenti e transazioni migliorerebbero la liquidità e la formazione dei prezzi. 

Cinque anni dopo: la strategia e le prospettive future

Non esiste una strategia giusta o sbagliata in assoluto. Approccio attivo o passivo dipendono da molti fattori. Jean-Denis ha iniziato come investitore passivo ed è rimasto tale. 

“Il mio profilo è più quello di un investitore passivo. Ogni volta che ottengo dei rendimenti, cerco di reinvestirli”.‍

Per lui l'esperienza consiste più nel seguire la crescita progressiva del proprio portafoglio piuttosto che nel "cogliere ogni opportunità". Reinveste e, quando necessario, aggiunge ulteriori fondi.

*Questo rappresenta solo l'esperienza di questo investitore (Jean-Denis) e non costituisce un consiglio o una raccomandazione sulla strategia che ogni investitore dovrebbe seguire. 

Condividere il segreto

Quando Jean-Denis ha parlato di ANote Music, le persone sono sempre state molto curiose.

“Ho sempre avuto discussioni interessanti semplicemente dicendo: “Oh ragazzi, io faccio questo”. E la gente rispondeva: “Oh, ma puoi dirmi di più? È fantastico, non ne avevo mai sentito parlare”.

Le domande erano così frequenti che gli venne l'idea di creare un sito web dedicato. Lì Jean-Denis, o meglio Bankingbeats, cerca di rispondere ad alcune di queste domande. Non voleva diventare un referrer: semplicemente, "le persone erano molto interessate".

Jean-Denis sente spesso la stessa domanda: "Devo conoscere bene la musica?" Per lui, avere una conoscenza di base della finanza è molto più importante. Molte delle sue conversazioni seguono uno schema simile: le persone scoprono per la prima volta royalties musicali, soprattutto perché le informazioni sull'argomento sono ancora limitate. Fino a poco tempo fa, era un investimento riservato principalmente agli addetti ai lavori. 

Oggi, anche se piattaforme come ANote Music rendono gli investimenti in royalties musicali aperte a tutti, Jean-Denis ritiene che il concetto sia ancora sconosciuto.

"Si ha la sensazione di possedere un segreto ben custodito"

Una parola per i nuovi investitori 

Avere dubbi ed essere cauti è normale quando ci si avvicina a un nuovo asset. Alla domanda su cosa direbbe a chi vuole iniziare, Jean-Denis risponde che incoraggerebbe almeno a provare e imparare, investendo "solo il denaro che non serve". 

La musica, per lui, è più tangibile di molti altri asset finanziari e rappresenta un buon modo per imparare come funziona un investimento. Ritiene che anche iniziare con piccoli importi e ricevere le prime royalties può essere un buon modo per capire come funziona la piattaforma, prima di diversificare gradualmente e avere un portafoglio più ampio.

“Consiglierei a tutti i miei amici di provarlo almeno una volta. E, se possibile, come me, di lasciarsi sorprendere piacevolmente.”‍

Ogni esperienza è diversa, ma per Jean-Denis la fine del 2024 e il 2025 sono stati particolarmente interessanti, e guarda con entusiasmo al 2026. 

"Questo è un momento fantastico per essere su ANote Music sono davvero entusiasta di vedere cosa ci riserverete nel 2026."

Guardando al futuro

Oggi Jean-Denis intende mantenere il suo investimento a lungo termine. Piuttosto che vendere, ha intenzione di continuare a reinvestire ogni volta che sarà possibile e di rimanere attivo sulla piattaforma negli anni a venire.

Quanto al settore nel suo complesso, ritiene che l'investimento in royalties musicali sia "molto promettente", anche se non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale.

"Prima o poi ci sarà un grande salto, un vero momento di svolta. E io voglio esserci quando succederà."


*Disclaimer: Nessuna parte di questo articolo costituisce un consiglio di investimento; valuta sempre la tua situazione personale e la tua propensione al rischio. I dati storici non garantiscono rendimenti futuri e non devono essere considerati come un consiglio finanziario. Come tutte le opportunità finanziarie, anche royalties musicali royalties dei rischi. Le prestazioni del catalogo possono variare e non vi sono rendimenti garantiti. Esamina sempre attentamente i dati storici e le informazioni sulla piattaforma.