Le royalties musicali come investimento alternativo: la recensione di un investitore
ANota Muisc
Giugno 17, 2026
2 minuti

Le royalties musicali stanno progressivamente passando da investimento alternativo di nicchia a strumento riconosciuto per la diversificazione del portafoglio, e la stampa finanziaria sta iniziando a rifletterlo.
Questa settimana, il quotidiano finanziario belga *Het Laatste Nieuws* ha pubblicato un approfondimento sugli investimenti alternativi, con ANote Music in primo piano. L'articolo presenta Stephan De Haes, fondatore della piattaforma educativa di investimento Marktvizier e membro del consiglio di amministrazione del fondo di investimento MarketVision Capital, che investe in cataloghi musicali da diversi anni e condivide la sua visione su come si presenta questa asset class nella pratica.
Di seguito trovi alcuni punti dell'articolo che vale la pena sottolineare.
Cosa si acquista concretamente:
De Haes è preciso su questo punto: gli investitori non acquisiscono diritti musicali né una comproprietà di un brano. Acquistano un diritto contrattuale a una quota dei proventi futuri da royalties, generati ogni volta che una canzone viene riprodotta in streaming, trasmessa o concessa in licenza.
Non è richiesto alcun investimento minimo:
Gli investitori possono costruire il proprio portafoglio liberamente, scegliendo tra una selezione di cataloghi con uno storico verificato delle royalties.
Come si inserisce in un portafoglio:
De Haes destina circa il 5% del suo portafoglio personale alle royalties musicali, e il suo fondo ha investito circa 100.000 € distribuiti su diversi cataloghi. La sua tesi a favore della diversificazione del portafoglio si fonda su un'osservazione centrale: le royalties musicali tendono a muoversi in modo indipendente rispetto ai mercati azionari, rendendole un potenziale complemento alle posizioni più tradizionali, anziché una loro alternativa.
I rischi fanno parte del quadro generale:
L'articolo non evita gli scenari negativi. I valori dei cataloghi possono oscillare, le royalties possono distaccarsi dalle loro performance storiche, e il trattamento fiscale delle royalties musicali in Belgio è ancora da definire <span>—</span> un aspetto affrontato direttamente nell'articolo dall'esperto fiscale di HLN, Michel Maus.
Se siete curiosi di scoprire come un investitore esperto ragiona sugli investimenti alternativi — incluso com'è stato il suo primo anno sulla piattaforma — l'articolo completo merita una lettura.
L'articolo “Je verdient geld telkens iemand ergens op play drukt” (Guadagni ogni volta che qualcuno preme il tasto “play”) è disponibile in olandese su HLN.be
Vuoi saperne di più su ANote Music e su come puoi diversificare il tuo portafoglio con le royalties musicali?
*Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza in materia di investimenti. Performance e rendimenti non sono garantiti e possono variare nel tempo.
Il presente articolo ha esclusivamente scopo informativo e didattico e non costituisce una consulenza finanziaria o di investimento, né una raccomandazione o una sollecitazione all’acquisto, alla vendita o alla detenzione di alcuna partecipazione a diritti d’autore o di proprietà intellettuale, né tiene conto delle circostanze o del profilo di rischio di alcun individuo. I proventi da royalty sono variabili e non garantiti; il valore delle partecipazioni in royalty può aumentare o diminuire e l’investitore potrebbe perdere una parte o l’intero importo investito; laddove esista un mercato secondario, potrebbe non essere possibile vendere immediatamente o a un prezzo specifico. Eventuali dati storici, dati relativi agli indici o andamenti di mercato citati sono forniti a titolo puramente informativo e non garantiscono risultati futuri, liquidità o protezione dalle perdite.

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