Musica festiva royalties: ridefinire lo stock ciclico

ANote Music

Dicembre 28, 2021

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I titoli ciclici salgono e scendono con la fiducia dei consumatori, riflettendo i modelli di spesa discrezionale in prodotti non essenziali o "da regalo" quando le persone hanno un reddito disponibile da spendere. Per questo motivo, molti vedono un picco correlato con le festività invernali, quando gli acquirenti fanno incetta di regali per amici e familiari.

Detto questo, anche se i periodi di festa innescano un rialzo stagionale per molti investimenti ciclici, la loro performance è prevalentemente correlata a condizioni macroeconomiche più ampie. I titoli discrezionali entrano ed escono di scena in linea con l'espansione economica, i picchi, le recessioni e le riprese. In altre parole, la loro performance è proporzionale a quella del mercato, e i periodi economici più negativi innescano un calo delle abitudini di spesa natalizie, in quanto gli acquirenti diventano consapevolmente conservatori nei loro acquisti.

A prescindere da questa tendenza, ma comunque strettamente correlata al periodo delle festività invernali, vi è l’andamento dei diritti d’autore relativi alla musica natalizia. Ogni anno, a metà novembre, i grandi magazzini entrano in modalità natalizia e danno il via alla loro alta stagione diffondendo a tutto volume i canti natalizi in previsione di un aumento dell’affluenza. Una volta aperte le porte, queste canzoni registrano un’impennata sbalorditiva nelle riproduzioni da parte delle stazioni radio, degli ascoltatori occasionali (utenti di servizi di streaming) e dei luoghi pubblici nel mese e mezzo che precede il25 dicembre. A sua volta, ciò determina un corrispondente e interessante ritorno sui diritti d’autore musicali. Con l’avvicinarsi della “stagione di Mariah Carey”, si presenta un momento opportuno per gli investitori per ripensare la diversificazione dei propri titoli ciclici.

I diritti d’autore musicali funzionano secondo il principio del “pay-per-play”. Ogni volta che un brano viene trasmesso in radio o in streaming, i titolari dei diritti hanno diritto a un compenso prestabilito e, negli ultimi anni, si è sviluppato un nuovo mercato che offre agli investitori l’accesso a questo flusso di entrate. Su una piattaforma come la nostra, gli artisti e gli altri titolari dei diritti cedono una quota della loro quota e sugli utili in cambio di un anticipo in contanti, aumentando così la liquidità dei proventi derivanti dalla produzione musicale dei creativi e fornendo loro le risorse necessarie per reinvestire in nuovi progetti e nella composizione di brani.

Per quanto riguarda la musica natalizia, il risultato può rappresentare un’opportunità di investimento in grado di garantire rendimenti annuali regolari e, soprattutto, affidabili: brani orecchiabili come quelli dell’album “Christmas” di Michael Bublé ricompariranno sicuramente nelle playlist delle festività per molti anni a venire. E mentre i periodi di recessione economica frenano la performance dei normali titoli azionari discrezionali, questi diritti d’autore musicali costituiscono una categoria a sé stante. Essi sono parte integrante della tradizione culturale festiva e, indipendentemente dalle condizioni di mercato, registrano numeri di streaming di base impressionanti, destinati probabilmente ad aumentare nei periodi in cui un’economia più forte garantisce un maggior numero di eventi e, di conseguenza, una maggiore richiesta di musica festiva.

È proprio sotto questo aspetto che i diritti musicali si distinguono da altri cosiddetti investimenti “alternativi alternativi”, anch’essi slegati dalle tendenze macroeconomiche. Rispetto, ad esempio, ai mercati volatili dell’arte o del vino, la resilienza della musica pop da vacanza alle crisi economiche fa sì che i rendimenti derivanti dai diritti d’autore siano più facilmente prevedibili. Inoltre, è più accessibile. I diversi operatori del settore offrono una gamma di fasce di prezzo e prodotti che consentono agli investitori di ogni provenienza di selezionare brani e cataloghi in linea con i propri obiettivi personali e gusti musicali.

Attualmente, il mercato dei diritti d’autore relativi alla musica festiva rimane in gran parte limitato alle canzoni pop natalizie; tuttavia, man mano che continua a crescere, è probabile che vengano inseriti nell’elenco brani dedicati ad altre festività di diverse religioni e tradizioni, rendendoli disponibili agli investitori e consentendo loro di costruire portafogli in linea con le proprie inclinazioni culturali. Chi desidera bilanciare le proprie spese nel corso dell’anno può anche scegliere di investire in brani che registrano rendimenti più costanti e che, non essendo concretamente associati a una festività o a una stagione specifica, non registrano un picco di rendimenti solo una volta all’anno.

Tuttavia, per chi desidera davvero puntare in grande sul proprio portafoglio ciclico in vista della corsa agli acquisti natalizi, i diritti d’autore musicali potrebbero offrire un’opportunità redditizia e complementare per diversificare le posizioni azionarie discrezionali. È stato infatti dimostrato che la musica, in grado di influenzare l’umore, ha il potere di stimolare la spesa; così, mentre i consumatori di buon umore tornano nei negozi per il primo Natale dopo il lockdown, “All I want for Christmas” potrebbe benissimo rivelarsi il regalo che continua a dare soddisfazioni.